La storia di come un solo cestinaio rifornì l'intera Francia del XVII secolo
Si può vestire una persona con la propria professione?
Oggi, un'idea del genere richiamerebbe più facilmente alla mente una sfilata di moda, un costume teatrale o un'installazione artistica. È difficile immaginare un fornaio vestito con pagnotte di pane, un musicista composto di strumenti musicali, o un idraulico il cui abito sia formato da tubi e recipienti metallici. Eppure, alla fine del XVII secolo, l'incisore francese Nicolas II de Larmessin creò proprio questa straordinaria visione. Era un artista che univa immaginazione a un notevole occhio per il dettaglio.
Nicolas II de Larmessin (1632–1694) appartenne a una delle famiglie di incisori e editori più note che operavano a Parigi. Per diverse generazioni, la famiglia Larmessin produsse e distribuì incisioni, libri e stampe che finirono nelle collezioni di amanti dell'arte, studiosi e membri dell'aristocrazia francese. Nicolas crebbe circondato da tipografi e incisori, apprendendo i segreti dell'incisione su lastra di rame fin dalla giovane età. Si formò sotto il rispettato maestro Jean Mathieu e presto sviluppò uno stile personale, caratterizzato da linee eccezionalmente precise e da una ricchezza di dettagli. Dopo aver sposato Marie Bertrand, prese in gestione la rinomata casa editrice “À la Pomme d’Or” in Rue Saint-Jacques, uno dei più importanti centri del commercio editoriale nella Parigi del XVII secolo. Lì non solo realizzò le proprie incisioni ma pubblicò anche opere di altri incisori, affermandosi come uno dei principali editori del suo tempo.
Per gran parte della sua carriera, Larmessin produsse ritratti di re francesi, papi, alti prelati e figure storiche. Tuttavia, divenne maggiormente famoso per la serie “Costumes grotesques et les métiers” (“Costumi grotteschi e i mestieri”), creata intorno al 1690–1700. Si trattava di una collezione altamente originale di incisioni allegoriche in cui i rappresentanti di diverse professioni non indossavano tessuti, ma gli attrezzi e i prodotti legati al loro lavoro. Il sarto portava un abito composto da forbici e stoffe, il fabbro da martelli e ferri di cavallo, il fornaio da pagnotte, e il cestinaio da ceste, setacci, vassoi e altri oggetti intrecciati. La serie comprende circa trentotto lastre note ed è ancora considerata uno dei risultati più notevoli dell'incisione barocca europea.
L'idea non fu casuale. Larmessin trasse ispirazione dalle composizioni manieriste di Giuseppe Arcimboldo, che più di un secolo prima aveva creato ritratti composti da frutta, fiori e libri. L'incisore francese però trasferì questo concetto al mondo dell'artigianato. Il risultato fu una raccolta di allegorie che combinano umorismo, simbolismo e un eccezionale valore documentario. Ogni lastra funge da sorta di catalogo visivo degli strumenti, dei materiali e dei prodotti associati a una particolare professione. Per questo motivo, le incisioni di Larmessin oggi sono valutate non solo come opere d'arte, ma anche come importanti fonti visive per gli storici della tecnologia, della cultura materiale e delle arti tradizionali.
Di particolare interesse per i ricercatori della cesteria è l'incisione intitolata “Le Vannier” – “The Basket Maker” (Il cestinaio). A prima vista, potrebbe sembrare poco più di un'imponente allegoria, ma un esame più attento rivela una notevole ricchezza di informazioni sull'artigianato tradizionale. Il costume della figura include ceste di trasporto, vassoi, setacci, contenitori domestici e molti altri oggetti intrecciati che venivano effettivamente prodotti nelle botteghe dei cestai alla fine del XVII secolo. Non si trattava semplicemente dell'immaginazione dell'artista, ma di una composizione attentamente studiata basata su oggetti d'uso quotidiano.
Più a lungo si studia l'intera serie di Larmessin, più sorprende scoprire la presenza dell'intreccio anche in molte altre lastre. Ceste intrecciate si vedono tra i pescatori, i venditori di frutta, i viticoltori, i pescivendoli e i rappresentanti di molti altri mestieri. Diventa evidente che il cestinaio non produceva beni solo per il suo cerchio immediato. In pratica, riforniva quasi tutta l'economia del suo tempo. Le ceste venivano usate per raccogliere l'uva, trasportare il pesce, conservare il cibo, portare attrezzi, vendere merci nei mercati e svolgere dozzine di compiti quotidiani. Senza di esse sarebbe stato difficile immaginare il funzionamento di una città o di un villaggio del XVII secolo. Per questo si può dire che un solo cestinaio rifornì l'intera Francia del XVII secolo.
Dopo la morte di Nicolas II de Larmessin, il suo lavoro fu proseguito dal fratello Nicolas III e dalle generazioni successive della famiglia. Di conseguenza, la serie “Costumes grotesques” fu ristampata e copiata molte volte lungo il XVIII secolo. Oggi le stampe originali si trovano in alcune delle più importanti collezioni museali del mondo, tra cui la Bibliothèque nationale de France, il British Museum e il Metropolitan Museum of Art. Il loro valore non risiede solo nella perizia esecutiva: sono anche eccezionali testimonianze di un'epoca in cui l'artigianato costituiva la base dell'economia e il lavoro manuale qualificato era fonte di prestigio e orgoglio.






La storia non finisce con queste incisioni barocche. Sebbene siano trascorsi più di tre secoli dall'epoca di Larmessin, il salice rimane un materiale straordinariamente ispirante. In passato veniva impiegato principalmente per produrre oggetti pratici di uso quotidiano. Oggi è sempre più utilizzato come mezzo espressivo da designer, artigiani e artisti contemporanei.
Nel nostro laboratorio cerchiamo anch'essi di dimostrare che la cesteria tradizionale può essere molto più della semplice produzione di ceste. I nostri originali abiti in salice sono sculture intrecciate contemporanee, realizzate interamente a mano con tecniche tradizionali. Ogni modello richiede centinaia di ore di lavoro, una profonda conoscenza del materiale e la capacità di plasmare complesse forme tridimensionali. Questi pezzi non sono ricostruzioni di abiti storici, ma interpretazioni artistiche delle possibilità creative offerte dal salice.



In un certo senso, il nostro lavoro entra in dialogo con l'arte di Nicolas de Larmessin. Lui vestiva le persone con i simboli delle loro professioni; noi vestiamo le persone con l'artigianato stesso. I nostri abiti in salice, i cappelli e gli altri indumenti non sono creati soltanto per impressionare con la loro forma. Il loro scopo è dimostrare la padronanza delle tecniche tradizionali di intreccio e provare che il salice può diventare un materiale per un'arte di altissimo livello. Sono un omaggio contemporaneo alle generazioni di cestai che hanno sviluppato questo mestiere nel corso dei secoli e creato oggetti essenziali per la vita quotidiana.
Esiste quindi una sorprendente continuità tra le incisioni allegoriche di Larmessin e le creazioni in salice di oggi. Pur essendo separate da più di trecento anni, entrambe condividono lo stesso obiettivo: rivelare le straordinarie possibilità del salice e ricordarci che la vera maestria artigiana non è soltanto un'abilità pratica, ma anche una forma d'arte. In questo modo, la storia della cesteria non rimane confinata ai musei e alle stampe storiche. Continua a vivere, evolversi e ispirare nuove generazioni di creatori.
Bibliografia
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Bibliothèque nationale de France (BnF). Nicolas II de Larmessin and the "Costumes grotesques" engravings.
https://gallica.bnf.fr/ -
CNAM – Conservatoire numérique des Arts et Métiers. Collezione di incisioni di Nicolas II de Larmessin.
https://cnum.cnam.fr/ -
The Metropolitan Museum of Art. Habit de Vigneron (Il vignaiolo).
https://www.metmuseum.org/art/collection/search/408857 -
The Metropolitan Museum of Art. Collection Search – Nicolas II de Larmessin.
https://www.metmuseum.org/art/collection/search#!?q=Larmessin -
British Museum. Collection Online – Nicolas II de Larmessin.
https://www.britishmuseum.org/collection -
Rijksmuseum Amsterdam. Collection – Nicolas II de Larmessin.
https://www.rijksmuseum.nl/en/search -
The Art Institute of Chicago. Collection Search – Nicolas II de Larmessin.
https://www.artic.edu/collection -
Encyclopaedia Britannica. Arcimboldo, Giuseppe.
https://www.britannica.com/biography/Giuseppe-Arcimboldo -
Victoria and Albert Museum. Basketry – History and Craft.
https://www.vam.ac.uk/ -
UNESCO – Intangible Cultural Heritage. Traditional craftsmanship.
https://ich.unesco.org/ -
Wicker Academy. Research, reconstructions and contemporary wicker art inspired by historical basketry traditions.
https://wickeracademy.com
Fonti delle immagini
- Incisioni originali: Bibliothèque nationale de France (Gallica), CNAM – Conservatoire numérique des Arts et Métiers, The Metropolitan Museum of Art, British Museum.
- Ricostruzioni colorate da IA: Create da Wicker Academy basandosi su incisioni storiche di dominio pubblico di Nicolas II de Larmessin (XVII secolo).
- Fotografie di abiti contemporanei in salice: © Wicker Academy. Le visualizzazioni generate da IA dei modelli sono state create a partire da fotografie di opere originali in salice realizzate a mano da Wicker Academy.
